La risalita era attesa ma non per questo è stata meno scioccante. Le annunciate dimissioni di Mario Monti hanno fatto fare un balzo allo Spread che, all’apertura dei mercati questa mattina, è arrivato a quota 350, il valore più alto dal 22 novembre scorso. Ventisette i punti recuperati dalla chiusura delle Borse di venerdì.

Sembra già lontano l’entusiasmo di una settimana fa, quando il differenziale con i titoli tedeschi era sceso sotto i 300 punti. Il mancato appoggio di Silvio Berlusconi e del Pdl al governo e il conseguente annuncio del Professore, in arrivo dopo l’approvazione della legge di Stabilità, hanno complicato la vita finanziaria del Paese. Ad allertare i mercati, l’instabilità che da qui ai prossimi mesi potrebbe caratterizzare la scena politica italiana e il timore che il successore dell’attuale governo tecnico non rispetti l’agenda delle riforme lanciata da Monti.

In calo anche le contrattazioni a Piazza Affari (foto Infophoto). A far perdere due punti percentuali al Ftse-Mib il segno meno davanti ai bancari: Intesa Sanpaolo cede il 5,15%, Unicredit il 4,66% e Mediobanca -4% mentre restano sospese Mps, Bpm e Ubi Banca.