Il silenzio di Joseph Ratzinger nel dopo dimissioni e la volontà di ricevere, in udienza, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Gli ultimi periodi del pontificato di Benedetto XVI sono all’insegna della saggezza e del non volere sporsi troppo ai riflettori mediatici. Per ora si mobilitano i media di tutto il mondo, con il Vaticano che verrà invaso dai cronisti. L’ultimo giorno da papa di Joseph Ratzinger sarà il 28 febbraio: ma lì inizierà la sua leggenda.

Due anni fa, per la beatificazione di Giovanni Paolo II in piazza San Pietro si accreditarono più di 2.200 giornalisti. Ora il Conclave è entrato in funzione. Passato lo choc delle dimissioni, l’agenda del Papa inizia a cambiare. Saltate le celebrazioni delle Ceneri previste per oggi all’Aventino, si resta a San Pietro.

Tra il 15 e il 20 marzo, poi, si apriranno le porte della Sistina e i cardinali si riuniranno in Conclave per eleggere il successore di Benedetto XVI. Intanto in Germania, terra natia di Joseph Ratzinger, i media si scatenano: la Bild parla di congiura, Der Spiegel dice invece che la colpa è dello stesso Papa, che non è riuscito ad unire la Chiesa Cattolica.

Intanto, per Ratzinger, è arrivata la quiete dopo la tempesta. Prega, legge e cerca la pace: che dopo il 28 febbraio diverrà effettiva.