Il Papa si è dimesso. Bene, notizia di lunedì, nulla di nuovo. Ma quello che è da sottolineare è come, oramai, la vita reale e quella digitale vadano di pari passo. All’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI, infatti, è scoppiato Twitter: l’hashtag #Papa è diventato il più utilizzato nell’arco di tutta la giornata. L’andamento della conversazione sociale sulla storica notizia ha mostrato ancora una volta come, ormai, si viva sempre più sui social network.

La prima notizia è arrivata via sms, con voci non confermate. Poi l’annuncio, quello ufficiale, dello stesso Joseph Ratzinger. E da lì è iniziato il putiferio; un dialogo vivacissimo sui social media, tanto che la notizia, storica già di suo, ha dato adito ad un altro fattore di poter diventare storico a sua volta.

Twitter e Benedetto XVI, un andamento a braccetto. C’è chi dà la notizia ma anche chi la condivide soltanto ritwittandola, chi ironizza (con l’accostamento di Silvio Berlusconi quale prossimo proprietario del soglio pontificio) ma chi invita anche alla preghiera e al silenzio. Ma più di tutti ci sono le domande: perché l’ha fatto? Perché Benedetto XVI ha lasciato?

C’è perfino chi ricorda Celestino V, il papa dimissionario condannato da Dante per “lo gran rifiuto”. Ma sicuramente, da qui ai primi di marzo, Twitter non starà a guardare, anzi. Spontaneamente o meno, il social media seguirà l’evolversi della situazione: che vinca poi Scola o un altro non importa. Ieri, a trionfare, è stato ancora lui, Joseph Ratzinger.