Come ormai tutti sappiamo da questa sera il Santo Padre tornerà a vestire i panni di Joseph Ratzinger, quel che invece potrebbe essere ancora un mistero per qualcuno è ciò che esattamente accadrà nelle stanza del Vaticano da quel momento in poi. A  guidare la chiesa cattolica nel periodo tra l’addio di Benedetto XVI e la fumata bianca con cui il conclave annuncerà il nuovo papa sarà dunque il cardinale camerlengo, Tarcisio Bertone, che ricopre anche la carica di Segretario di Stato del Vaticano. “Extra omnes” (fuori tutti) è la frase con cui il maestro delle celebrazioni liturgiche darà il via al conclave, che, riunito nella Cappella Sistina, inizierà tra i 15 giorni e i 20 giorni successivi alle dimissioni del Papa. A votare saranno i cardinali sotto gli 80 anni di età e in numero non superiore a 120. Attualmente sono 117, più uno “in pectore”, quasi tutti (114 su 117) nominati da Giovanni Paolo II nei suoi 26 anni di pontificato; gli italiani sono 20, gli altri 97 provengono da 52 Paesi dei cinque continenti. Qualunque uomo battezzato di religione cattolica romana è considerato eleggibile per la carica, ma dal 1378 vengono scelti soltanto i cardinali per il ruolo di successore di Pietro. A differenza di quanto accaduto fin dal Medioevo, i porporati non saranno chiusi a chiave, ma non potranno in ogni caso comunicare con l’esterno. Gli elettori alloggeranno nella Casa di Santa Marta, costruita alcuni anni fa. Nella Cappella Sistina, come da tradizione, le votazioni avverranno in forma segreta: un voto il primo giorno, quattro (due la mattina e due al pomeriggio) dal secondo in poi. Per avere un’elezione valida è necessaria una maggioranza di due terzi. Una volta scelto il nuovo Pontefice, ad esso viene rivolta la fatidica domanda: “Accetta la sua elezione a sommo Pontefice?” Ad essa segue la scelta del nome, che chiude finalmente il conclave. Una fumata nera dal comignolo indica che non è stata presa alcuna decisione, mentre se al termine di uno scrutinio del Conclave un nominativo riceve i due terzi delle preferenze le schede dell’elezione vengono bruciate in una apposita stufetta allestita in un locale attiguo alla Cappella Sistina (la stessa dal 1939) producendo fumo bianco, che, fuoriuscito da un camino visibile da Piazza San Pietro, annuncia al mondo l’avvenuta elezione. A partire dal Conclave del 2005, la fumata bianca è accompagnata dal suono delle campane a festa della Basilica di San Pietro in Vaticano, e le stufe sono diventate due: a quella tradizionale ne è stata aggiunta una seconda contenente fumogeni artificiali per migliorare la visibilità. Appena eletto, il Papa è condotto nella Camera lacrimatoria, dove indossa uno dei tre abiti bianchi di taglia diversa, appositamente predisposti. Il nuovo pontefice verrà dunque presentato dalla loggia che si affaccia su piazza San Pietro con le parole “Habemus Papam”, e impartirà la sua prima benedizione.