Successivamente alle modifiche apportate alla direttiva 1999/32/EC del 2005, in Europa è stato stabilito allo 0,1% la quantità massima di zolfo che può essere presente nei carburanti utilizzati dalle imbarcazioni che ormeggiano nei porti europei.

Queste modifiche sono state imposte vista la forte presenza di emissioni di diossido di zolfo nell’aria circostante i porti europei.

Per assicurarsi dei benefici di tale riduzione, prima infatti la quantità consentita era del 4,5% del peso del carburante, tra il 2009 e il 2010 alcuni apparecchi di controllo, in grado di analizzare la presenza di diossido di zolfo nell’aria, sono stati installati sulla nave da crociera, di Costa Crociera, Costa Pacifica che transita regolarmente nel Mediterraneo.

I dati raccolti sono stati analizzati dal servizio scientifico della Commissione Europea, il Centro Comune di Ricerca (JRC) che ha potuto riscontrare un’importante diminuzione delle emissioni di diossido di zolfo, si parla di -66%.

Tale riduzione non è invece stata registrata nei porti extra europei, dove il limite non è lo stesso.

Tre sono i porti che hanno ridotto notevolmente le emissioni, Civitavecchia, Savona e Palma di Maiorca.

Risultati insoddisfacenti invece per quanto riguarda Tunisi.