La guardia di finanza di Pesaro, in collaborazione con i carabinieri del  Nucleo tutela patrimonio artistico di Ancona, hanno condotto un’importante operazione che si è conclusa con il recupero di un dipinto di inestimabile valore attribuito a Leonardo da Vinci. Con molta probabilità si tratta di un olio su tela di 61 x 46,5 centimetri, che ritrae Isabella D’Este e rappresenta la trasposizione del celebre disegno preparatorio esposto al Louvre a Parigi; capolavoro, anche questo ritrovato nel 2013 in un caveau svizzero.

Maggiori dettagli sulla vicenda saranno resi noti dal procuratore capo della Repubblica di Pesaro, Manfredi Palumbo, nel corso del primo pomeriggio, durante una conferenza stampa. Per ora sembra che un avvocato pesarese, incaricato di vendere il quadro, sia ora sott’inchiesta per associazione a delinquere finalizzata all’esportazione illegale di opere d’arte (da qui la competenza della magistratura pesarese). Del dipinto si erano perse le tracce “per secoli”, rivelano le fonti investigative, che però non vogliono fornire altri dettagli prima della conferenza stampa. Si sa soltanto che il quadro sarebbe stato illecitamente trasferito all’estero e commercializzato per “centinaia di milioni di euro”.

Curiosamente il ritrovamento della preziosa opera è avvenuto a 40 anni giusti dal clamoroso furto al Palazzo Ducale di Urbino di tre capolavori della storia dell’arte: la ‘Muta’ di Raffaello, la ‘Flagellazione’ e la ‘Madonna di Senigallia’ di Piero della Francesca. Rubati nella notte tra il 5 e il 6 febbraio 1975 sono stati ritrovati il 23 marzo dell’anno dopo un hotel di Locarno grazie ai carabinieri guidati dall’allora procuratore della Repubblica di Urbino Gaetano Savoldelli Pedrocchi. I due episodi non sono però in alcun modo collegati fra loro.

photo credit: Leonardo Da Vinci via photopin (license)