Si dimette oggi, tra l’incredulità del mondo, il Presidente della CIA David Petraeus, 37 anni di carriera nelle forze armate. Lui, il generale più famoso degli Stati Uniti, lascia il suo posto assumendosi la responsabilità di una relazione extra-coniugale. Al dovere etico e morale si aggiunge il rischio, per un uomo dei servizi segreti, di possibili ricatti che vadano ad inficiare la sicurezza nazionale. Alti funzionari governativi, peraltro, rischiano il posto nel caso di relazioni con sottoposti, per abuso di potere.

«Dopo un matrimonio di 37 anni – ha detto Petraeus – ho dimostrato pessimo giudizio nell’iniziare una relazione extraconiugale. Un simile comportamento è inaccettabile, sia come marito che come leader di un’organizzazione coma la nostra. Il presidente ha accettato le mie dimissioni». Così dichiara l’ex Presidente CIA , sostituito temporaneamente dal suo vice Michael Morell che dovrà affrontare un momento già difficile a causa della tragedia di Bengasi, l’11 settembre scorso, dove la CIA non è riuscita a prevenire e contrastare l’assalto terroristico al consolato americano, costato la vita a tre americani oltre che all’ambasciatore in Libia Chris Stevens.

Nel frattempo iniziano le congetture relative alle dimissioni di Petraeus. C’è chi è convinto che ci sia sotto dell’altro, chi tira in ballo gravi problemi di salute (arrivando a parlare di un tumore), e chi invece la considera una diretta conseguenza della decisione di Barack Obama di non procedere a una spedizione punitiva contro i jihadisti libici.

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