Atmosfera pesante quella che ha avvolto l’assemblea della Direzione del Pd svoltasi ieri a Roma. A provocare un certo scalpore è stata la dichiarazione di Roberto Giachetti nei confronti di Roberto Speranza, il rappresentante della minoranza dem in seno al Partito Democratico che si è candidato alla segreteria nella giornata di sabato, come d’altronde aveva già annunciato a maggio.

Il vicepresidente della Camera ha infatti accusato Speranza di opportunismo in merito alle legge elettorale in discussione in queste settimane. Sotto esame il comportamento del rivale di Matteo Renzi, definito incoerente da Giachetti, che non ha lesinato un finto francesismo, in realtà un’offesa piuttosto esplicita: “Hai la faccia come il culo, avete la faccia come il culo. Oggi Speranza dice che aveva proposto il Mattarellum a luglio? Quando potevate votare il Mattarellum, eri capogruppo, si riunì il gruppo parlamentare e si fece votare contro il Mattarellum”.

Il presidente del Pd Matteo Orfini è dovuto intervenire per moderare i toni, e tra i due è nato un dibattito piuttosto astioso. “Chiedo scusa. Segnalo che quella parola è ormai sdoganata, diciamo che avete la faccia di bronzo”, ha ribadito Speranza, mentre Orfini ha ricordato al compagno di partito che “da vicepresidente della Camera non avresti mai accettato di sentire quelle parole”.

Sulla questione è intervenuto anche Davide Zoggia, il quale ha interpellato lo stesso Matteo Renzi, garante del tenore dei rapporti in seno al Pd: “Renzi dovrebbe chiarire se l’idea del noi e della comunità è quella violenta e volgare di Giachetti. Questa volta ha passato il segno”.

Il destinatario dell’insulto non ha però voluto calcare la mano, pur prendendosi la propria rivincita durante un’intervista concessa a La Stampa: “Mi interessa molto relativamente l’incontinenza verbale di Giachetti. Uso una battuta di Renzi: ‘Lo stile è come il coraggio di don Abbondio, se non ce l’hai non puoi dartelo‘”.

Il candidato alla segreteria ha infine aggiunto che le parole di Giachetti sono il sintomo di un malessere politico più ampio: “C’è una violenza verbale tra le forze politiche, un imbarbarimento. Che debba arrivare anche dentro il Pd mi sembra oltre ogni limite. Non inseguirò Giachetti su questo terreno, queste parole qualificano chi le pronuncia. Ma c’è un aspetto politico: va chiusa la stagione dell’arroganza. Si apra la stagione di un Pd umile, che prova a capire i suoi limiti e i suoi errore”.