Partito Democratico riunito presso il centro congressi di via Alibert a Roma. Dopo le ore 15 l’intervento dell’ex Premier Matteo Renzi, che di fronte alla direzione del Pd si è rivolto spesso, e soprattutto, alla minoranza del partito ma che ha anche avuto modo di parlare dell’attuale situazione politica italiana nonché dei futuri scenari che potrebbero riguardare se stesso e il Pd.

A proposito della minoranza del Partito Democratico, il segretario Matteo Renzi, rivolgendosi direttamente ad essa, ha affermato: “Diamoci una regolata tutti insieme. Non è possibile che tutto venga messo in discussione. L’analisi del voto l’abbiamo fatta: io ho pagato il pegno, mi sono dimesso. Se l’errore principale della campagna elettorale è stata la personalizzazione, ho cercato di evitare la personalizzazione almeno nel post referendum“. E poi uno sguardo all’attuale panorama politico del nostro Paese, ossia quello che si è presentato subito dopo il referendum, la vittoria del No e le dimissioni di Renzi: “Da due mesi la politica italiana è bloccata. Improvvisamente è scomparso il futuro da ogni narrazione. L’Italia si è rannicchiata nella quotidianità“.

Tornando all’opposizione interna al proprio partito, l’ex Premier non sembra aver gradito la presunta proposta di organizzare il congresso prima delle elezioni, pena il suo abbandono. A tal proposito Renzi ha dichiarato: “Mi sembra un ricatto morale e sono difficilmente incline a cedere ai ricatti. Fare il congresso come alternativa al renzismo? Troppo onore, il congresso si deve fare come alternativa al trumpismo, al lepenismo, al massimo al grillismo. Non voglio nessuna scissione: se deve essere, sia una scissione sulle idee, senza alibi, e non sul calendario. Agli amici e compagni della minoranza voglio dire: mi dispiace se costituisco il vostro incubo, ma voi non sarete mai il nostro avversario, i nostri avversari sono fuori da questa stanza“.