E’ stato confermato l’accordo tra il Dipartimento di Giustizia americano e la British Petroleum (BP), per la fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma Deepwater Horizon, situata nel Golfo del Messico, a 26 miglia dalla costa della Louisiana.

La compagnia petrolifera britannica dovrà pagare una multa di 4,5 miliardi di dollari (più di 3,5 miliardi di euro). E’ la multa più alta nella storia americana, secondo commentatori della BBC. L’incidente accadde nell’aprile del 2010. La piattaforma esplose a causa di un malfunzionamento di una valvola di sicurezza. Morirono 11 lavoratori della piattaforma, e il greggio continuò a riversarsi in mare per 87 giorni, provocando uno dei più gravi disastri ambientali della storia.

I due principali operatori della BP presenti sulla piattaforma al momento dell’esplosione sono stati incriminati per omicidio colposo. Inoltre l’ex dirigente David Rainey dovrà rispondere dell’accusa di aver mentito al Congresso sull’entità della perdita di petrolio.

Ma questa multa, che coinvolge solo gli aspetti penali della vicenda, è minima, se paragonata a quello che BP rischia di pagare per aver violato la legge “acque pulite”. Questa norma prevede una multa che va da 1100 a 4300 dollari per barile riversato in mare. Secondo alcuni analisti, si tratterebbe di un ammontare vicino ai 21 miliardi di dollari. La BP sta costituendo un fondo apposito, finanziato attraverso vendite di asset e risarcimenti ottenuti dalle altre compagnie coinvolte, tra cui Hulliburton (strutture di cemento) e Transocean (proprietaria della piattaforma e responsabile della valvola che non funzionò).

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