Sono 27 i morti del disastro ferroviario avvenuto ieri mattina in Puglia. Un numero destinato a salire, considerando che oltre 50 sono i feriti ricoverati presso le strutture ospedaliere regionali. Tra le vittime già riconosciute ci sono un poliziotto che amava la chitarra, una donna che si sarebbe dovuta sposare, un bancario in pensione, uno studente, la nonna del piccolo Samuele (salvato dai vigili del fuoco che, per tranquillizzarlo, gli hanno fatto vedere i cartoni animati sul telefonino). Ma anche un macchinista, un metalmeccanico ed un contadino. Sono loro le vittime di questa terribile tragedia che ha messo in ginocchio la Puglia e che già ieri sera ha visto l’arrivo del Premier italiano Matteo Renzi con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

Manca ancora una lista ufficiale. Quel treno non aveva una lista di passeggeri. Poteva esserci chiunque. Il riconoscimento, infatti, è avvenuto – al momento – tramite anelli, documenti e foto ritrovate accanto ai cadaveri. Il riconoscimento, nello specifico, avverrà stamattina al Policlinico di Bari: qui le famiglie dovranno rivedere i propri cari “fatti a pezzi” da un disastro ferroviario senza precedenti.

Ecco chi sono le vittime

Tra le vittime c’era Fulvio, vicequestore aggiunto di Bari, che stava tornando al lavoro dopo le ferie estive. Doveva ritornare in ufficio e, invece, è rimasto coinvolto nello scontro tra treni. Fulvio ama la musica, la sua chitarra, era un fan di Pat Metheny e Joni Mitchell; ha fondato Radio Antenna Adriatica, è stato dirigente del commissario di Corato e ha svolto la professione di avvocato.

Enrico, invece, aveva 72 anni, era un ex bancario in pensione. Abitava a Torino dove aveva ricostruito la sua vita ma le sue origini, la sua famiglia, era ad Ostuni. Era stato dirigente del Banco di Napoli, aveva un figlio che abitava ad Andria ed era andato lì per festeggiare il nipote che avrebbe compiuto due anni.

Giuseppe era un contadino di 51 anni. Lui è l’unico a non essere tra i passeggeri di quel maledetto treno. Non era sui convogli della morte. Un destino ancora più amaro per Giuseppe che si trovava in quelle campagne per una passeggiata tra la natura, tra gli olivi. E proprio lì ha trovato la morte. E’ stato ucciso dalle lamiere e i soccorritori hanno fatto di tutto per salvarlo: è stato portato d’urgenza nell’ospedale di Barletta ma è morto subito dopo.

C’era anche il macchinista, ormai prossimo alla pensione. Un uomo che amava il suo lavoro e che era felicissimo per le imminenti nozze della figlia. Gabriele, invece, era un metalmeccanico di 25 anni, originario di Andria, che era stato a Bari per un controllo. Poi c’era Antonio, uno studente che ieri mattina aveva un forte mal di pancia e che, se avesse ascoltato il consiglio del padre, non sarebbe andato ad Andria, non sarebbe salito su quel vagone della morte. “Papà devo recuperare due debiti formativi” avrebbe Antonio, e così è salito su quel treno. Da lì non è più sceso. I genitori hanno riconosciuto il suo cadavere grazie ai libri, alla borsa e ai pantaloncini. Aveva 15 anni Antonio che, qualche minuto prima, aveva chiamato il nonno: “Dieci minuti e arrivo, vieni a prendermi”. E, invece, non è più arrivato.

Tra le vittime c’è anche Jolanda riconosciuta da un anello. Aveva 25 anni e il prossimo settembre si sarebbe dovuta sposare con l’uomo della sua vita, con Marco che – all’obitorio – piange di dolore. Non può crederci, sembra quasi un incubo. “Doveva essere la madre dei miei figli” dice e, invece, un maledetto treno l’ha portata via. Jolanda – che presto voleva diventare madre – era su quel convoglio per andare a trovare il suo ragazzo a Bari. Infine c’è Donata, la nonna del piccolo Samuele di 6 anni (salvato dai vigili del fuoco, ndr). Erano insieme dopo aver trascorso qualche giorno di vacanza in Puglia. “Stavo dormendo sulla nonna e poi c’è stato quello scoppio fortissimo” ha raccontato Samuele che rimane ancora ricoverato in ospedale ma, fortunatamente, non è in pericolo di vita.