Questa sera alle 20.30, in vista dell’arrivo dell’anno nuovo, si terrà il più classico dei riti politici della storia repubblicana italiana: il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica.

Un discorso quello del capo dello stato al paese dove farà un riassunto del turbolento anno appena passato, cercherà di dare speranza per il futuro e, come molti cronisti hanno annunciato da ieri, potrebbe addirittura mettere sul tavolo le sue dimissioni in caso di peggioramento della crisi politica in cui il paese è precipitato.

Quest’anno le polemiche politiche, e non solo, non sono mai state così dure, e in vista del discorso del presidente Napolitano sembra addirittura che siamo arrivati al punto di rottura nonostante il presidente non abbia ancora parlato.

Il clima è teso da giorni, e il primo ad aver attaccare il discorso di Napolitano è stato il leader del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, che da tempo invoca l’impeachment per “Re Giorgio”, così viene chiamato Napolitano accusato di fare e disfare il mondo politico italiano a suo piacere, e alla stessa ora parlerà in streaming sul suo blog proprio nello stesso momento in cui il presidente della Repubblica leggerà il suo discorso agli italiani su tutte le reti televisive italiane.

Grillo in un post pubblicato sul blog il 25 dicembre, con un fotomontaggio di Napolitano e Marylin Monroe, e intitolato “Merry Christmas, mr President 2″, ha scritto:  “C’era una volta…. un re, direte voi. No, c’era un presidente della Repubblica. In quel Paese la monarchia non esisteva da tempo. Questo presidente era un uomo molto anziano, con le fattezze di un re scomparso. Il suo portamento, nonostante l’incedere dell’età, era regale, altero. Pur non essendo un re, regnava come un re. Viveva in una reggia che superava per sfarzo i palazzi dei reali d’Europa”. Tra le accuse rivolte al Capo di Stato anche questa: “Il vecchio signore era una presenza intramontabile. Rassicurante. La parola del presidente era sacra, inviolabile, non poteva essere udita dai magistrati. Quando ciò accadeva e una sua conversazione con un indagato veniva registrata, il presidente faceva cancellare i nastri. Il suo nome, come quello di Dio, non poteva essere nominato invano neppure nelle assise parlamentari…”.

Mentre il Movimento 5 Stelle terrà il suo “contromessaggio” di fine anno gli altri partiti di opposizione, Lega Nord e alcuni esponenti di Forza Italia, hanno fatto sapere che boicotteranno le parole di Napolitano non ascoltandolo.

In questo clima teso hanno fatto discutere il botta e risposta di due ex colleghi di partito, Fabrizio Cicchitto (ora nel Ncd) e Augusto Minzolini (Forza Italia), con Cicchitto che ha bollato come “ridicola” la scelta di Minzolini di boicottare il messaggio di fine anno di Napolitano, con il senatore di FI che ha replicato, “Qui di ridicolo c’è solo la linea assunta da Cicchitto e da Ncd”. La controreplica di Cicchitto non si è fatta attendere: “Purtroppo caro Minzolini sei diventato la caricatura di te stesso”, e infine, “Purtroppo caro Cicchitto si può invecchiare in tanti modi. Tu sei invecchiato male. Non hai più la percezione del Paese. Nelle tue parole c’è poca politica e tanto rancore. A volte bisognerebbe avere il coraggio di smettere. Lo dico con affetto”, ha concluso l’esponente del partito di Silvio  Berlusconi.