Il tasso di disoccupazione torna a calare in Italia. Il dato riguarda il mese di agosto 2015, quando il tasso di disoccupazione si è attestato intorno all’11,9 per cento e ha fatto segnare dunque, per il secondo mese di fila, una diminuzione di coloro che si trovano a non avere un lavoro. Il dato è inoltre rilevante perché rappresenterebbe il livello minimo raggiunto dal febbraio del 2013.

Sempre secondo i dati resi noti dall’Istat, la flessione registrata sarebbe dello 0,1 per cento rispetto al mese di luglio 2015 e dello 0,7 per cento rispetto a quella dell’agosto 2014. Si è inoltre calcolato che nei precedenti dodici mesi la disoccupazione sia calata del 5 per cento e ciò significa, in termini numeri più concreti, che almeno 162 mila persone avrebbero trovato un impiego o comunque non starebbero più cercando lavoro.

Questi i dati sulla disoccupazione. Per quanto riguarda invece l’occupazione, questa avrebbe registrato una crescita di coloro che hanno trovato un lavoro: più 0,3 per cento e 69 mila persone in più occupate, questi sarebbero i dati di agosto 2015. Che seguirebbero dunque il trend positivo fatto registrare anche a giugno e a luglio 2015 (rispettivamente più 0,1 per cento e più 0,3 per cento).

Per ciò che riguarda gli inattivi, invece, anche il loro dato è in calo: esso è attualmente del 35,6 per cento, in calo di 0,2 punti percentuali e su base annua l’inattività è in calo dell’1,7 per cento. Secondo il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, i miglioramenti sono dovuti alle scelte strutturali compiute dal governo e sono frutto degli interventi apportati da quest’ultimo. Secondo il Ministro del lavoro, Giuliano Poletti poi: “Aumentano gli occupati, calano i disoccupati e diminuiscono gli inattivi. Sono tre conferme di una tendenza positiva del mercato del lavoro che si sta consolidando“.

Unica nota stonata, in tutto ciò, sembrano essere i dati che riguardano la disoccupazione giovanile, in aumento rispetto a tutti gli altri sin qui richiamati. Il tasso, ad agosto 2015, è salito di 0,3 punti percentuali ed è quindi andato ad assestarsi intorno al 40,7 per cento.