Dopo il segnale positivo dal mercato immobiliare arriva qualcosa di buono anche in tema di disoccupazione. I disoccupati a dicembre – secondo l’Istat – sono in forte calo: siamo ad un drammatico 12,9%, che comunque rappresenta un progresso rispetto al mese passato dello 0,4%. Come rileva l’Istat, si tratta del “primo segnale di contrazione” dopo “un periodo di crescita che si è protratto nella seconda metà dell’anno“. E rappresenta il valore più basso da settembre.

I risultati positivi sul mercato del lavoro hanno generato la reazione del primo ministro, che ha dedicato un tweet all’argomento.


Come racconta Matteo Renzi, gli occupati sono aumenti di 93.000 unità tra novembre e dicembre – per un aumento dello 0,4%, e su base annua si registrano dati leggermente migliori: +109.000 occupati per un +0,5%. Il calo della disoccupazione registrato in Italia è il più sensibile di tutta l’Unione Europea, e questo dato non ci viene da una fonte politica ma da Eurostat. Il record dei disoccupati è in Spagna con un 23,7% ed un 51,4% per quanto riguarda la disoccupazione giovanile.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti si muove in linea con il premier, e si mostra convinto che “i primi mesi del 2015 potranno segnare una svolta“, grazie agli sgravi sulle assunzioni ed al Jobs Act. I disoccupati a dicembre dell’anno passato, secondo l’Istat, sarebbero 3.322.000, in calo del 3,2% rispetto a novembre (la riduzione sarebbe di 109.000 unità), ma comunque in aumento del 2,9% su base annua (+95.000).

Il numero di individui inattivi di età compresa tra i 15 e i 64 anni è cresciuto dello 0,2% rispetto a novembre. Un tasso analogo si registra per l’inattività – dopo il calo durato da aprile a novembre – mentre se si allarga lo sguardo per fare un confronto con 12 mesi fa, si registra un calo dell’inattività dell’1,9%. Il tasso di inattività è del 35,8% e segna un +0,1% rispetto al mese scorso e un -0,6% su base annua. Un ultimo dato: il tasso di disoccupazione giovanile mostra un calo deciso: siamo al 42%, il valore più basso da dicembre 2013. solo un mese fa eravamo al 43%, per cui la variazione mensile è di un punto percentuale.

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