I dati diffusi oggi dall’Istat relativi al mese di novembre dello scorso anno parlano di una crescita della disoccupazione in Italia.

Il tasso dei cittadini privi di lavoro è infatti arrivato all’11,9%, con un incremento dello 0,2% rispetto al mese precedente, e facendo segnare un record negativo da un anno e mezzo a questa parte (ovvero giugno del 2015).

L’aumento del numero dei disoccupati, pari all’1,9% dopo il calo dello 0,6% di ottobre, sarebbe equamente distribuito per quanto riguarda genere ed età, con l’eccezione degli over 50.

A contribuire alle statistiche sarebbe però anche la crescita dei cittadini italiani che si mettono alla ricerca attiva di lavoro, purtroppo non riuscendo a portarla a compimento. Gli inattivi sono infatti calati dello 0,7%, arrivando a un tasso totale del 34,8%.

Per quanto riguarda il tipo di rapporti di lavoro sono in aumento i lavoratori indipendenti e i contratti a tempo indeterminato, mentre calano quelli determinati: in totale il tasso di occupazione arriva al 57,3%, con un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente. La fase di stasi, sopratutto se riferita al trimestre settembre – novembre, lascia emergere l’importanza della fine della spinta rappresentata dagli sgravi fiscali.

Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori accusa il governo di non aver investito abbastanza sulla crescita del potere d’acquisto dei cittadini: “Nessuna riforma del lavoro può funzionare fino a che i consumi restano al palo e questo per la semplice ragione che fino a che le famiglie non acquistano, le imprese non vendono e non necessitano, quindi, di lavoratori aggiuntivi”.

A preoccupare è anche la situazione della disoccupazione giovanile, arrivata al 39,4% con un deciso aumento dell’1,8% rispetto a ottobre 2016, segnando record negativo superato solo esattamente un anno prima. In totale il tasso di giovani tra i 15 e i 24 anni senza lavoro è del 10,6%.

A questo proposito Enrico Mentana si è posto in maniera molto critica nei confronti del governo Renzi. Su Facebook il giornalista ha commentato questi dati rilevando come gli stessi “confermano che la grande falla politica di questi anni è l’assenza di un piano per il riequilibrio generazionale del diritto al lavoro. E confermo che se fossi un giovane attuerei ogni forma di lotta democratica per far valere questo diritto fondamentale. Non è un problema loro, ma di una società che senza ricambio di esperienze e di talenti appassisce. È il più grave fallimento del governo Renzi”.