Dicembre 2015 ha fatto segnare una risalita della disoccupazione nel nostro Paese. I dati – provvisori – sono stati diffusi dall’Istat e hanno messo in luce sia un aumento della disoccupazione sia un calo nel numero degli occupati anche se, confrontandoli con quelli dell’anno precedente, appaiono nettamente più rosei. Il sistema lavorativo italiano resta però ancora molto fragile perché poco stabile e soggetto invece a brusche frenate e rallentamenti che potrebbero impedire una crescita definitiva.

Il tasso di disoccupazione è salito dall’11,3 per cento all’11,4 per cento (riferendosi sempre a dicembre 2015). Un tasso ancora ben distante da quello tedesco, ad esempio, che è al 6,2 per cento e a quello dell’Eurozona, al 10,4 per cento. In totale i disoccupati sono stati 18mila in più su base mensile mentre resta sempre piuttosto alto anche il tasso di disoccupazione tra i giovani, al 37,9 per cento. Per contro sembrano essere in calo gli inattivi (persone che non solo non lavorano ma che non cercano neppure un’occupazione), che a dicembre fanno segnare un meno 0,1 per cento.

Gli occupati, a dicembre 2015, sono invece calati di 21mila unità rispetto al mese precedente (novembre 2015) e il calo sarebbe stato provocato soprattutto dalla diminuzione dei lavoratori autonomi. Aumentati invece gli assunti a tempo indeterminato, che a dicembre hanno fatto segnare un aumento di 31mila unità (assunzioni molto probabilmente favorite dagli sgravi previsti per questo 2016).