Nei giorni scorsi sono arrivate le prime notizie negative sul mercato del lavoro a marzo – era anche il primo mese in cui si dovevano vedere gli effetti del Jobs Act -: la disoccupazione è tornata ad aumentare. Siamo al 13% - per un aumento dello 0,2% nei confronti del mese precedente. Dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio, siamo al secondo mese consecutivo di crescita dei senza lavoro.

Sul tema del lavoro non è la sola notizia negativa: secondo l’Ocse il nostro paese è – tra i suoi membri – il quarto per percentuale di disoccupati di lunga durata – ovvero per numero di persone che non lavorano da un anno o più. Queste informazioni sono contenute in un rapporto dell’organizzazione internazionale dedicato al nostro paese – fa parte della serie Oecd360. Per l’Ocse, tra il 2007 ed il 2013, i disoccupati di lunga durata nel nostro paese sono passati dal 45 al 60% del totale dei disoccupati. Peggio di noi fanno solo Irlanda, Grecia e Slovacchia.

La disoccupazione di lunga durata produce diversi effetti, tra i quali non si può non segnalare il forte calo del risparmio delle famiglie dei lavoratori colpiti da questa situazione. Senza questa fondamentale entrata economica si riducono i consumi e si genera una minore richiesta di beni e servizi – e questo non può che avere un ulteriore effetto negativo sul livello dell’occupazione. Si crea così una sorta di circolo vizioso. E oltre a questo bisogna considerare che la disoccupazione ha anche un altro effetto negativo: sposta in avanti l’età a cui un lavoratore può andare in pensione -. e quindi per i disoccupati di lunga durata le cose si complicano ancora di più.

Il rapporto dell’Ocse evidenzia anche un altro dato rilevante: in Italia il reddito medio disponibile per ogni famiglia italiana è pari a 24.724 dollari all’anno. Un valore che è al di sopra della media dei paesi appartenenti a questa organizzazione internazionale – che invece si situa a 23.938 dollari all’anno, ma “c’è un notevole divario tra i più ricchi e i più poveri. il 20% più ricco della popolazione guadagna quasi sei volte di più del 20% più povero“.