Il quadro dipinto dall’ultimo rapporto dell’Istat Noi Italia restituisce uno scenario sconfortante per l’occupazione giovanile. Nel 2013 nel nostro Paese il numero di giovani senza lavoro ha raggiunto quota 2 milioni e mezzo. Il dato dell’istituto di statistica sulla disoccupazione giovanile si riferisce ai cittadini italiani, di età compresa tra i 15 e i 29 anni, che non studiano e non lavorano, i cosiddetti NEET, Not (engaged) in Education, Employment or Training.

L’aumento del numero di giovani che hanno rinunciato a cercare un impiego e non stanno investendo tempo e risorse in un percorso di studio o nella formazione professionale è preoccupante e denota un clima di sfiducia delle nuove generazioni nella ripresa economica. Sul fronte della disoccupazione giovanile, peggio dell’Italia in Europa fa solo la Grecia. La percentuale  di giovani greci inoccupati nel 2013 si è infatti attestata a quota 28,9%. In Italia è senza lavoro e non studia il 26% degli under 30. Va decisamente meglio in Germania dove i NEET sono appena l’8,7% e in Francia dove i giovani disoccupati sono il 13,8% degli under 30.

Per quanto riguarda l’istruzione, l’Istat sottolinea che l’Italia ha ancora molta strada da percorrere per raggiungere la media europea:

Anche se il fenomeno dell’abbandono scolastico è in progressivo calo, l’Italia rimane ancora lontana dagli obiettivi europei (10%). Nel 2013, il 17% dei 18-24enni ha interrotto precocemente gli studi (20,2 dei ragazzi e 13,7% delle ragazze). La permanenza dei giovani all’interno del sistema di formazione anche dopo il termine dell’istruzione obbligatoria è pari all’82,4% tra i 15-19enni e al 21,6% tra i 20-29enni.  Tra i principali partner europei, valori più elevati si registrano in Germania, Spagna e Portogallo.

Il rapporto Noi Italia dell’Istat ha portato alla luce altri dati interessanti sulla situazione economica del Belpaese, primo tra tutti la difficoltà delle famiglie italiane che fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese. Nel 2013, infatti, ben il  23,4% delle famiglie si è trovata in una situazione di disagio economico, per un totale di 14,6 milioni di italiani in condizioni precarie. La percentuale di italiani che non riesce a sostenere spese impreviste o a pagare le rate del mutuo ha fatto registrare un lieve calo rispetto al 24,9% del 2012.

L’Istat ha poi rilevato che in Italia ci sono migliaia di famiglie che fanno fatica ad affrontare non solo gli imprevisti ma anche le spese indispensabili a garantire uno stile di vita decoroso. Sono in tutto 10 milioni gli italiani in condizioni di povertà relativa, pari al 16,% della popolazione. I poveri assoluti, invece, ammontano a 6 milioni, pari al 7,9% delle famiglie. Un esercito di indigenti che non riesce a sostenere le spese strettamente necessarie.

Il report Noi Italia ha confermato le tendenze sull’invecchiamento della popolazione osservate negli scorsi anni. Nel nostro Paese ogni 100 giovani si contano 154,1 anziani. Oltre ai giovani, a calare è anche il numero di immigrati, a dispetto dei continui sbarchi di profughi sulle nostre coste. Nel 2013 si è registrato un calo di cittadini non comunitari pari al 3,2% rispetto ai dati raccolti nel 2012. Complessivamente in Italia vivono 3 milioni e 800 mila immigrati.