La disparità tra le paghe di donne e uomini è ancora più che mai un problema attuale. Incredibile ma vero, nel 2015 esiste ancora un divario davvero notevole tra gli stipendi maschili e quelli femminili, così elevato che in pratica da oggi fino alla fine dell’anno è come se le donne lavorassero gratis.

La differenza tra i salari delle donne e quello degli uomini ammonta in un anno all’equivalente di 59 giorni di stipendio. A sostenerlo è l’Unione Europea. Secondo gli ultimi dati rilevati, la disparità delle paghe corrisponde al 16,3% tra le lavoratrici e i lavoratori, a parità di ruoli e di incarichi professionali.

Oggi così si “festeggia”, per modo di dire, il cosidetto “Equal Pay Day”, visto che è come se da oggi fino a Capodanno le donne lavorassero senza paga, mentre gli uomini continuano a ricevere il loro stipendio abituale. La fine della disparità sembra quindi ancora parecchio lontana.

I dati europei rivelano una situazione di disparità preoccupante, ma nel nostro paese la situazione è ancora peggiore e la differenza si avvicina al 20%. I dati sono particolarmente allarmanti soprattutto nel Sud Italia, dove l’occupazione delle donne è inferiore al 50%.

A commentare questa giornata della disparità nelle paghe è la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli: “Devo dire che questa volta la commissione europea ha trovato lo slogan giusto per accendere i riflettori su questa discriminazione ancora così grave, ma così difficile da combattere. Perché sulla carta la parità salariale esiste, addirittura dal 1952. È tutto il resto ad essere opaco.” Le donne “fin dall’accesso vengono inquadrate in ruoli più bassi rispetto ai maschi, e viene fatto loro pagare, in anticipo, l’essere a rischio di maternità. Infatti, nonostante le leggi, nelle aziende la maternità viene considerata un problema, un onere e non un bene sociale. Si pensa che le donne siano meno affidabili perché un giorno o l’altro il bambino si ammala. E chi corre a casa? La mamma. E poi c’è l’organizzazione del lavoro, che prima o poi le taglia fuori, soprattutto quelle che hanno una famiglia”.

Valeria Fedeli sul tema disparità aggiunge poi: “Se anche il Papa ha sentito il bisogno di parlare delle scandalo delle lavoratrici licenziate perché incinte, è evidente quanto il problema del ricatto sull’occupazione femminile sia grave”.