I venditori di castagne e gelati devono sloggiare da piazza del Duomo. Milano non li vuole più in quella posizione. O meglio, non li vuole più l’amministrazione guidata dal sindaco Giuliano Pisapia (foto by InfoPhoto). Devono spostarsi, in virtù del nuovo regolamento comunale del commercio. E’ vietato sistemare bancarelle a meno di 50 metri dalle principali chiese, musei, biblioteche e cimiteri, e a meno di 10 metri dai luoghi di interesse culturale.

Il regolamento è stato approvato a marzo, ma la concessione per gli attuali, storici, ambulanti della zona, soprannominati “duomini”, scadrà il 30 novembre. I titolari non vengono buttati fuori dalla città, ma dovranno cambiare posizione e sostituire i mezzi con veicoli “ecologici”. Spostarsi dove il valore commerciale è notevolmente inferiore.

Non si tratta solo di piazza Duomo, compresi sagrato e portici settentrionali. All’articolo 27 del regolamento comunale si specifica che non verranno rilasciate né rinnovate concessioni per le aree a valenza storica, architettonica, culturale e artistica, fra cui: galleria Vittorio Emanuele II, piazzetta Reale, piazza della Scala, via Mengoni, piazza S. Maria delle Grazie.

La ragione principale è il decoro urbano. Perché sono i venditori di caldarroste, commercianti autorizzati, il problema del decoro a Milano. Per il resto è una città perfetta. Lo era anche qualche anno fa. Dall’ingresso di Pisapia a Palazzo Marino è diventata fantastica. Cioè di fantasia.