È arrivata oggi alla Camera, dove era già stata per una prima lettura e poi una modifica in Senato: si tratta della legge sul divorzio breve, che promette di rivoluzionare le separazioni tra coniugi italiani, con alcune interessanti novità.

L’intervento è il primo dopo più 40 anni dalla storica legge e tra le innovazioni introdotte, candidate a fare discutere gli esperti nei prossimi mesi, c’ è innanzitutto un deciso accorciamento dei tempi richiesti dal divorzio.

Non più tre anni per dire addio a moglie o marito, ma sei mesi in caso di consensualità della richiesta (anche dopo un inizio di tipo contenzioso) o un anno, nel caso si decide di comparire davanti a un giudice, con il conto alla rovescia che verrà attivato a partire dal colloquio con il presidente del tribunale.

Novità anche per quanto riguarda la comunione dei beni, che avrà effetto immediato al momento della decisione finale del giudice o arrivati alla sottoscrizione della separazione consensuale. I due gradi di giudizio invece permangono, anche in caso di presenza di figli, ma l’introduzione del divorzio breve avrà effetti immediato e inciderà anche sui procedimenti in corso.

Stralciata invece al Senato, al fine di velocizzare il percorso normativo, la possibilità del divorzio lampo, ovvero immediato perché senza separazione. Essendo troppo contrastanti le posizioni politiche in merito sarebbe stato molto più arduo trovare una maggioranza ad appoggiarla.

La relatrice Alessia Morani ha definito la legge “una norma di civiltà”, che dopo vari decenni di attesa promette ridurre “quelle conflittualità di cui sono vittime in primo luogo i figli delle coppie che scelgono di separarsi”.

Fabrizia Giuliani, Pd, ha discusso il nodo importante del concetto in famiglia, per alcuni messo in pericolo dalla facilità con cui si otterrà il divorzio. Secondo la parlamentare in questo modo il matrimonio sarà sempre più un investimento sulle libertà e responsabilità individuali che rafforzeranno i legami della coppia.