Divorziare in Italia richiederà tempi più brevi, a patto che entrambi i coniugi siano d’accordo. Lo ha deciso questa mattina il Senato, approvando il ddl sul divorzio breve. Il provvedimento legislativo è passato a larga maggioranza, raccogliendo 228 sì, 11 no e 11 astenuti.

Il testo passerà ora nuovamente all’esame della Camera dei Deputati per la lettura finale. Rispetto al disegno di legge iniziale, approvato dalla Camera nel novembre del 2014, il testo approvato dal Senato ha infatti subito delle modifiche che hanno stralciato la norma sul divorzio lampo. Questa opzione prevedeva la possibilità di saltare la separazione, procedendo con il divorzio diretto in caso di accordo tra i coniugi, in assenza di figli o in presenza di figli autosufficienti.

Il disegno di legge sul divorzio breve approvato oggi dal Senato rende invece possibile divorziare dopo soli 6 mesi, a patto che i coniugi operino una scelta consensuale. I tempi si allungheranno invece a un anno in caso di divorzio giudiziale.

Dopo l’approvazione definitiva a Montecitorio, la nuova legge sul divorzio breve verrà applicata anche ai procedimenti in corso. Per quanto riguarda la decorrenza dei tempi i sei mesi partiranno dalla data di comparizione dei coniugi in Tribunale.

La senatrice del PD Rosanna Filippin, relatrice del ddl sul divorzio breve, ha spiegato che il Parlamento farà il possibile per accorciare i tempi di approvazione del provvedimento:

Dalla Camera ho avuto rassicurazioni che approveranno la legge in tempi brevi. Se tutto andrà come deve andare, sarà legge entro l’estate, una grande vittoria. Questa legislatura si sta rivelando molto costituente, anche sui diritti civili. E questo è solo il primo passo.

Il testo approvato oggi dal Senato con molta probabilità non subirà ulteriori modifiche alla Camera. Cionostante il PD non intende rinunciare al divorzio lampo stralciato in Senato e promette un ddl autonomo per riportare all’attenzione del Parlamento la norma:

Il ddl autonomo verrà immediatamente assegnato alle competenti commissioni parlamentari, ha infatti promesso il capogruppo PD in Senato Luigi Zanda.