L’agonia di Dj Fabo è terminata. Adesso non dovrà più soffrire né vivere per tutta la vita su un letto, senza nemmeno vederci. Dj Fabo era cieco e tetraplegico a causa di un incidente che gli aveva distrutto la sua vita. Era un uomo energico, un dj amatissimo, con una fidanzata, Valeria, che gli è sempre stata al fianco. Dj Fabo amava la musica e l’India e, una volta finito su quel maledetto letto, aveva espresso più volte la volontà di morire nel suo Paese. Invece, è dovuto andare in Svizzera per il “suicidio assistito”. Lì, morendo ieri alle 11.40, ha scelto “di andarsene rispettando le regole di un paese che non è il suo” ha scritto Marco Cappato, l’uomo che ha accompagnato Dj Fabo e che adesso rischia di essere arrestato in Italia.

Dj Fabo è morto alle 11.40

Per morire, per mettere fine al suo dolore, Dj Fabo ha “morso un pulsante per attivare l’immissione del farmaco letale”: “Era molto in ansia perché temeva, non vedendo il pulsante visto che era cieco, di non riuscirci. Poi, però, ha anche scherzato” ha raccontato Marco Cappato che, al suo rientro in Italia, andrà ad autodenunciarsi “dando conto dei suoi atti e assumendosi ogni responsabilità”. Il reato che si configurerebbe è quello di aiuto al suicidio.

Dj Fabo era cieco e tetraplegico

Per l’associazione Luca Coscioni “Fabo è libero mentre la politica ha perso”: “L’esilio della morte è una condanna incivile. Compito dello Stato è assistere i cittadini, non costringerli a rifugiarsi in soluzioni illegali per affrontare una disperazione data dall’impossibilità di decidere della propria vita. Chiediamo che il Parlamento affronti la questione del fine vita per ridurre le conseguenze devastanti che questo vuoto normativo ha sulla pelle della gente”.