Nessun passo indietro per Marco Cappato, l’uomo che ha accompagnato Dj Fabo nella clinica in Svizzera per il “suicidio assistito”. Dopo essere andato ai carabinieri, auto-denunciandosi per quanto fatto, in violazione alla normativa italiana, è stato indagato per aiuto al suicidio. “Porterò altre persone in Svizzera” ha dichiarato il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, rispondendo a tutte le domande dei pubblici ministeri di Milano, Tiziana Siciliano e Silvia Arduini, che lo hanno ascoltato in queste ore. Cappato non si è pentito del gesto fatto, lo rifarebbe ancora e lo farà sicuramente nei prossimi mesi: l’esponente dei Radicali, infatti, sostiene che anche i cittadini italiani debbano avere il diritto di morire serenamente, scegliendo la vita o la morte, senza che sia lo Stato ad imporsi o a vietare il “suicidio assistito”, previsto invece nelle cliniche in Svizzera (solo nei casi di malati terminali con dolori insopportabili).

Cappato accompagnò Dj Fabo in Svizzera

“Intendo continuare a svolgere l’azione che sto facendo anche per altre persone. Spero che per i cittadini italiani possa essere affermato e riconosciuto il diritto a non subire come una tortura una condizione di vita che non vogliono” ha concluso Marco Cappato che fino all’ultimo ha sostenuto Dj Fabo accompagnandolo anche nella clinica in Svizzera.