Il decreto legge Salva Roma 2, che avrebbe dovuto mettere al sicuro i conti comune capitolino , è stato ritirato dal governo: lo ha riferito il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta al termine della conferenza dei capigruppo a Montecitorio e lo ha quindi confermato il ministro delle Riforme e Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi (foto by InfoPhoto):

Il governo, durante la conferenza dei capigruppo, ha confermato la volontà di approvare entro i termini previsti, 28 febbraio, il decreto che abbiamo all’esame alla luce di molte disposizioni di primaria importanza che vi sono contenute, come le previsioni per il Comune di Roma, quelle per il finanziamento dell’Expo di Milano e le previsioni che vanno a salvaguardare la regione Sardegna dopo le alluvioni di novembre. A fronte della rilevanza di questi provvedimenti il governo ha chiesto un’assunzione di responsabilità e il ritiro degli emendamenti. Ma l’indisponibilità di Lega e M5S e la conferma da parte loro di proseguire con l’ostruzionismo in Aula, rendeva matematicamente impossibile l’approvazione del decreto entro la sua scadenza

Primo stop, dunque, per il nuovo esecutivo presieduto da Matteo Renzi, che ha deciso di non porre la fiducia su un decreto concepito dal precedente governo e di cedere dunque all’ostruzionismo di Lega e M5S, che avevano annunciato di voler intervenire su ciascuno dei circa 350 emendamenti del dl, rendendo di fatto impossibile la conversione in legge del dl entro il termine massimo previsto del 28 febbraio.

Capitale verso il default, dunque? No, almeno a sentire il governo: il ministro Boschi ha annunciato che verrà presto approntato un nuovo dl, che conterrà quelle norme già presenti nel Salva Roma ritenute indispensabili. E questa volta, chissà, la fiducia verrà posta. Nel frattempo, la Lega fa festa: “Roma è stata portata al fallimento dai suoi sindaci a colpi di assunzioni, favoritismi e clientelarismo“, afferma Comaroli, capogruppo della commissione Bilancio del Carroccio.

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