Il docente di Fisica dell’Istituto superiore Scarpa-Mattei di San Donà di Piave, lo scorso novembre, si era presentato in classe vestito da donna e, sotto gli occhi increduli dei suoi studenti, aveva chiesto di chiamarlo, da quel momento in avanti, Cloe.

La scuola prese subito provvedimenti, sospendendo il professore per tre giorni con una censura ministeriale per lesione al decoro della funzione di docente. Il professore, o meglio la professoressa Cloe, si è recata presso il Ministero della Pubblica Istruzione, chiedendo l’immediato annullamento della sospensione e un risarcimento pari 10 mila euro per la discriminazione e la punizione ingiustamente subita.

Il docente transgender ha chiarito che non voleva far altro che esprimere se stesso. Il caso, oltre che sociale, si è trasformato in un fatto politico. Infatti, l’assessore regionale all’istruzione del Veneto, Elena Donazzan, vuole andare a fondo della questione, cercando di capire tutte le dinamiche dell’accaduto. Secondo l’assessore, non è ammissibile un atteggiamento del genere davanti a dei minori e, di conseguenza, l’evento, diventa pubblico e sono d’obbligo chiarimenti ed eventuali sanzioni.

Da precisare, però, che il superiore diretto della professoressa Cloe, era a conoscenza di ciò che il docente di fisica avrebbe voluto, quanto prima, fare “outing”. Per questa ragione era stata organizzata una riunione per preparare l’annuncio all’interno dell’Istituto superiore ma il giorno immediatamente prima la programmazione della riunione, il professore ha stupito tutti presentandosi come Cloe. La richiesta dei 10 mila euro nei confronti del Ministero dell’Istruzione sono stati richiesti perché la docente è stata punita e discriminata ingiustamente.