Proseguono senza sosta le indagini sulla morte di Domenico Maurantonio, il liceale padovano morto il 10 maggio scorso in un albergo di Milano mentre era in gita all’Expo con la scuola. Gli inquirenti si stanno concentrando sugli ultimi messaggi inviati e ricevuti dal giovane su WhatsApp quella tragica notte.

Poco prima della caduta nel vuoto, dal quinto piano dell’Hotel Da Vinci in cui alloggiava con i suoi compagni, Domenico Maurantonio avrebbe chattato a lungo con una persona. Gli ultimi messaggi su WhatsApp risalgono alle 5 del mattino.

Gli investigatori avrebbero interrogato in merito una ragazza, la fidanzata di Domenico Maurantonio, che potrebbe aiutare a far luce sulla vicenda e a ricostruire gli ultimi attimi di vita del giovane. Il loro era un rapporto stabile: i due stavano insieme da circa tre anni.

Gli inquirenti non trascurano nessuna pista per poter dare delle risposte ai tanti interrogativi dei genitori che non si danno pace e vogliono conoscere la verità sulla morte del figlio. Nei giorni scorsi i familiari di Domenico Maurantonio avevano rivolto un appello a chiunque sapesse qualcosa.

Gli insegnanti difendono gli studenti, accusati inizialmente di non collaborare, spiegando che i compagni del giovane si sono sottoposti spontaneamente ai controlli e hanno offerto la loro piena collaborazione agli inquirenti. Nei giorni scorsi era infatti emerso che al ragazzo era stato somministrato per scherzo un lassativo che, insieme agli alcolici, potrebbe aver causato al giovane un malore.

Restano aperti tanti interrogativi: Domenico si è buttato di sotto, è stato spinto da qualcuno o è caduto accidentalmente? E i segni ritrovati sul braccio sono dovuti a un disperato tentativo di qualcuno di trattenerlo, a una colluttazione o si tratta di lesioni causate dall’impatto con l’asfalto? Dubbi che gli inquirenti sperano di riuscire a chiarire presto grazie ai risultati dell’autopsia, alle tante testimonianze raccolte e alla perizia informatica sullo smartphone del ragazzo.