Il caso di Domenico Maurantonio continua a far discutere i media e a rimanere aperto a tutte le possibilità investigative. Il mistero della scomparsa del ragazzo padovano morto dopo essere caduto dal quinto piano dell’Hotel Da Vinci di Milano in cui si trovava in gita potrebbe ora essere giunto a una svolta, in seguito a una nuova testimonianza.

Un compagno di classe di Domenico Maurantonio ha parlato ai microfoni di Mattino Cinque. Il ragazzo, che preferisce rimanere anonimo, ha fatto una rivelazione alla conduttrice Federica Panicucci che potrebbe fornire nuovi elementi di indagine. Pare infatti che all’interno dell’hotel abbia visto circolare un estraneo.

Il compagno di classe di Domenico Maurantonio ha raccontato: “Mi ricordo di avere visto un estraneo che circolava nell’albergo; anche le ragazze mi hanno rivelato di avere scorto uno slavo andare avanti e indietro misteriosamente e che le ha aiutate ed entrare nella loro camera. In albergo, comunque, c’era gente molto strana e poco raccomandabile. Appena scesi dalle nostre camere, ci siamo imbattuti in persone che barcollavano, credo che fossero ubriache; inoltre, credo che dentro e fuori dall’albergo ci fossero numerose prostitute”.

Nel corso della trasmissione, il ragazzo ha inoltre descritto quanto successo la mattina dello scorso 10 maggio, quando il corpo di Domenico Maurantonio è stato trovato senza vita: “Verso le 7.30 ci siamo svegliati e ci siamo subito accorti che c’erano le scarpe, il portafoglio, gli occhiali e il cellulare di Domenico in stanza. All’inizio abbiamo pensato fosse in bagno. Siamo entrati ma non c’era. A quel punto siamo andati giù a chiedere a tutti quanti se avevano visto Domenico perché all’inizio pensavamo fosse andato da qualche parte, in qualche altra stanza perché magari non aveva voglia di dormire. L’unica cosa che ci sembrava strana è che avesse lasciato le scarpe, non avendo nemmeno le pantofole”.

Il compagno di Domenico Maurantonio racconta poi ancora: “Abbiamo visto le feci al centro del pianerottolo dell’ascensore e abbiamo pensato fosse stato un cane, qualche padrone maleducato. Siamo scesi nella sala colazione dove c’erano molti compagni di classe ma non tutti e abbiamo iniziato a chiedere se avevano visto Domenico anche ai ragazzi dell’altra sezione. Nessuno l’aveva visto e abbiamo iniziato a preoccuparci. A quel punto io e un altro compagno siamo andati a dirlo ai professori e, mentre lo stavamo dicendo, è arrivata la polizia che ha preso il nostro professore e ha detto: “Ha visto per caso questo ragazzo?”, mostrando una foto. Io ero dietro e ho riconosciuto Domenico”.