“Ho cercato di raccontare la rivoluzione siriana, ma può essere che questa rivoluzione mi abbia tradito. Non è più la rivoluzione laica di Aleppo, è diventata un’altra cosa”, queste le prime parole di Domenico Quirico, finalmente libero di abbracciare la sua famiglia.

L’esperto inviato de La Stampa rapito cinque mesi fa dai ribelli siriani, si pensa dal Fronte al Nusra, gruppo legato ad Al Qaeda e che lotta contro il regime di Bashar Assad, “E’ come se fossi vissuto per cinque mesi su Marte. E ho scoperto che i marziani sono cattivi” ha dichiarato,  è atterrato nella giornata di ieri a Ciampino salutato dal ministro degli esteri italiano Emma Bonino e il capo dell’unità di crisi della Farnesina Claudio Taffuri.

Una sola telefonata a giugno dalla Siria e tanta paura sulla sua sorte ma quel  “Non mi hanno trattato bene” che fa capire quante sofferenze deve aver passato il nostro connazionale, visibilmente dimagrito ma  in buona salute assicurano dalla Farnesina, durante la sua prigionia. (foto by La Stampa)

“Siamo emozionate e felici. Lo aspettiamo a casa e non vediamo l’ora di abbracciarlo” ha detto all’Ansa Eleonora, una delle due figlie del giornalista.

“Ho appreso solo oggi chi è il nuovo presidente della Repubblica”  ha detto Quirico durante la conferenza stampa improvvisata sulla pista del’aeroporto, e lo stesso Napolitano esprime “vivissimo apprezzamento per l’impegno dispiegato dal ministro Emma Bonino, dal ministero degli Esteri e dai Servizi per il successo di tutti i delicatissimi passi volti a garantire la libertà di Domenico Quirico”. Il premier Enrico Letta sottolinea che “la speranza non era mai venuta meno” e che “vengono ora coronati dal successo tutti gli sforzi messi in campo per un esito positivo della vicenda”.