Nel 2018 la Domus Aurea di Nerone potrebbe finalmente riaprire al pubblico. La Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma ha presentato ieri il progetto per il risanamento della parte superiore al monumento, mentre il restauro complessivo, cui lavorando ben 13 imprese, è già stato completato al 70%. La durata dei lavori (su 16.000 mq) è prevista in 4 anni, per un costo complessivo di circa 31 milioni di euro. Il problema principale è rappresentato dalle infiltrazioni di pioggia e umidità, combinate al peso del terreno del giardino del Colle Oppio che copre la costruzione.

Lo Stato sarebbe pronto ad intervenire per finanziare il recupero della Domus, ha dichiarato il ministro della Cultura Dario Franceschini, che però non si lascia sfuggire l’occasione di lanciare il suo appello alle imprese: “Lo stato è pronto a fare la sua parte, ma mi aspetto l’intervento di una grande impresa. Mi aspetto che tutte le grandi imprese italiane che da anni aspettavano questo incentivo fiscale (l’Art bonus, ovvero l’incentivo che prevede detrazioni del 65% per chi sostiene attività culturali) adesso passino dalle parole ai fatti e mi aspetto che sia una corsa per legare il proprio nome al restauro della Domus Aurea” ha affermato poco prima della conferenza stampa del 18 giugno.

Il progetto che presentiamo oggi è in realtà già iniziato – ha poi ricordato Maria Rosaria Barbera, soprintendente archeologica di Roma – i cantieri sono aperti e ci lavorano 13 imprese e 70 tecnici”. In sostanza, ciò che manca sono i fondi per terminare i lavori nella parte superiore della Domus Area: in cantiere un giardino nuovo, senza alberi (e quindi senza radici e con meno peso) e un sistema di inversione del flusso di umidità dall’interno verso l’esterno, parte di un leggero sistema integrato di protezione da quattro strati in meno di un metro. Un modo per controllare temperatura e livello di umidità in base alle esigenze di conservazione del monumento. Tra i nuovi elementi anche l’introduzione di un pergolato per recuperare la funzione (e l’aspetto) originale del giardino. Una volta stabilizzate le condizioni interne della Domus Aurea, si potrà quindi procedere col recupero delle pitture, oggi opacizzate.

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