Don Mazzi, in una lunga intervista al Corriere.it, racconta le sue giornate, la sua attività, i suoi contatti con Fabrizio Corona, l’ex agente fotografico prima arrestato e poi liberato. “Mi dimentico di me stesso. Mi alzo alle sei e vado a letto quando l’ultimo dei ragazzi ha smesso di urlare. Vivo per cambiare la vita delle persone. Voglio che ognuno capisca che prima esistono gli altri, poi tu. Solo se accetti questo, ti accorgi che esisti” ha spiegato.

Don Mazzi segue 25 ragazzi a Milano: di giorno, però, ne arrivano altri. Tutti con problemi e disagi vari, dai tossici a quelli accusati di terrorismo. La sua “Exodus” – spiega – si finanzia “con le diarie del Sert, coi lavori che fanno i ragazzi e con due milioni di buco l’anno”: “Ma la Rai non mi ha concesso neanche la campagna per chiedere il 5 per mille”.

Impossibile non parlare di Fabrizio Corona e dell’ex agente dei vip Lele Mora:

Mi hanno fatto perdere tempo. Fabrizio ero convinto di portarmelo a casa, ma si sente la divinità di se stesso. È personaggio anche quando si pente, non c’è niente di autentico in lui. Non lo voglio più.

E quando si offrì per l’affidamento ai servizi sociali di Silvio Berlusconi? Questa la risposta di Don Mazzi:

Non venne, perché gli avrei fatto pulire i bagni come a tutti gli altri.