Si aggrava sempre di più la posizione di Donald Trump dopo la pubblicazione della registrazione in cui il tycoon si lancia in affermazioni offensive e sessiste, derubricate dal suo entourage a “discorsi da spogliatoio”.

Oggi gli strali delle associazioni femministe e in generale di tutto l’ambiente democratico (e non) trovano appoggio nella denuncia di cinque differenti donne che hanno deciso di raccontare le molestie sessuali subite proprio mentre si trovavano in compagnia di Trump.

Il New York Times ha riportato le storie di due donne: la prima risalente a circa tre decadi fa, quando durante un volo Trump avrebbe infilato una mano sotto la sua gonna. “Era come un polpo”, ha confessato Jessica Leeds, oggi 74enne; l’altra del 2005, relativa a un bacio strappato all’allora 22enne Rachel Crooks senza il suo consenso.

Il Palm Beach Post ha invece pubblicato il resoconto di Mindy McGillivray, una donna alla quale Trump avrebbe palpato il fondo schiena nel suo resort di Mar-a-Lago, 13 anni fa. Una quarta, ex reporter del magazine People, ha scritto in un articolo che Trump l’avrebbe baciata all’improvviso mentre si trovavano da soli per un’intervista con il candidato e sua moglie.

La quinta confessione è di Miss Washington 2013, che in un post su Facebook ha rivelato come Trump l’abbia palpeggiata e invitata nella sua stanza d’hotel.

In un’intervista al Times il diretto interessato ha smentito categoricamente le prime due accuse, e il suo avvocato ha inviato una lettera al giornale chiedendo che gli articoli venissero ritirati e sconfessati, costituendo materia per un processo di diffamazione ed essendo considerarsi solo una mossa politica per delegittimare la candidatura di Trump: “È solo un attacco politico. Nulla di tutto ciò si è mai verificato. L’intero articolo è pura fiction”.

Anche due ex concorrenti di Miss Usa – concorso gestito dal gruppo di Donald Trump, propedeutico alla partecipazione a Miss Universo – hanno raccontato di come l’imprenditore entrasse dietro le quinte mentre le ragazze si cambiavano, fissandole con malizia senza neanche scusarsi.

La sfidante Hillary Clinton ha colto la palla al balzo per rincarare le sue accuse: “Non sono solo parole”, insistendo sulla sua linea politica e difendendo al contempo il marito Bill, indicato da Trump come il vero esempio di un uomo che avrebbe abusato del proprio potere a scopo sessuale.