Proposta shock da parte di Donald Trump, uno dei candidati repubblicani alla prossima presidenza degli Stati Uniti. Il miliardario celebre per le sue dichiarazioni polemiche questa volta ha espresso un’opinione che ha sollevato un polverone superiore persino a quelle del passato.

Donald Trump ha avanzato la proposta di vietare l’ingresso negli Usa a tutti i musulmani. È questa la sua idea per far fronte all’allarme del terrorismo islamico e ha subito scatenato un mare di critiche, anche da parte dei rappresentanti del suo stesso partito.

Secondo Donald Trump andrebbe imposto il divieto di ingresso negli Stati Uniti alle persone di fede musulmana “almeno fino a quando i nostri rappresentanti non riusciranno a capire cosa sta succedendo”. Il magnate e politico repubblicano ha poi parlato di un “divieto totale e completo”, senza specificare però quali provvedimenti sarebbero presi nei confronti dei musulmani che già vivono sul suolo statunitense.

La replica della Casa Bianca non lascia spazio a dubbi sull’opposizione a un’ipotesi del genere: “Proposta contraria ai valori americani, e agli interessi di sicurezza nazionale”. Opposizione netta anche da parte del consiglio dei musulmani d’America, che hanno commentato dichiarando: “Con queste proposte si arriva al fascismo”.

Le parole di Donald Trump non hanno raccolto consensi nemmeno all’interno del Partito Repubblicano. I suoi rivali alla corsa per il titolo di candidato presidenziale alle prossime elezioni del 2016 Chris Christie e Jeb Bush hanno infatti bollato questa proposta come “ridicola” e “demenziale”.

Persino l’ex vicepresidente Dick Cheney, il vice di George W. Bush, ha condannato la dichiarazione di Donald Trump: “Credo che bandire un’intera religione va contro ogni cosa in cui crediamo. La libertà religiosa è sempre stata una parte molto importante della nostra storia”.

Le dichiarazioni del repubblicano non sono comunque finite qui. Mentre l’attuale presidente Barack Obama nel suo discorso in diretta tv alla nazione di domenica scorsa ha chiesto nuovamente una restrizione nella vendita delle armi, Donald Trump ha invece espresso un’opinione del tutto opposta, esaltandone il ruolo: “Se a Parigi la gente avesse avuto con sé pistole, non ci sarebbe stata quella carneficina”.