Paura durante un comizio di Donald Trump tenutosi nella giornata di sabato  a Las Vegas. Un ragazzo di 20 anni è stato infatti fermato mentre tentava di sottrarre una pistola a un poliziotto per sparare e uccidere il candidato repubblicano.

Il ragazzo, bloccato e arrestato dagli agenti presenti, è stato identificato come Michael Stevens Sandford, di origini britanniche, arrivato negli Stati Uniti circa un anno e mezzo fa, il cui visto d’ingresso sarebbe scaduto da tempo (facendo quindi di lui un immigrato illegale).

Secondo le autorità, che hanno sottoposto il ragazzo a serrati interrogatori, Sandford avrebbe pianificato il tentativo di assassinio per circa un anno: prima si sarebbe recato presso un poligono di tiro per esercitare la mira, e poi durante l’evento elettorale si è avvicinato a un agente affermando di voler chiedere l’autografo a Donald Trump, solo per tentare di impadronirsi dell’arma del poliziotto.

Incarcerato, Sandford ha spiegato che si sarebbe trattato del metodo più semplice per assassinare il tycoon, e che in caso di fallimento avrebbe ritentato in quel di Phoenix, per il cui evento aveva già comprato i biglietti.

Disoccupato da tempo, senza fissa dimora (viveva infatti nella sua auto), a Stanford è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, una forma di autismo: il suo avvocato difensore ha fatto notare che nonostante non gli sia stata riconosciuta una forma di malattia mentale il ragazzo avrebbe tentato più volte il suicidio.

Stando alla testimonianza della madre in età giovanile figlio sarebbe già stato in cura per un disordine ossessivo compulsivo e una forma di anoressia, e una volta sarebbe riuscito a scappare dall’ospedale in cui era ricoverato, in Inghilterra.

Donald Trump, che è stato riconosciuto ufficialmente come il candidato repubblicano alle presidenziali statunitensi per il post-Obama, non ha voluto commentare l’accaduto.