Durante il primo giorno della Convention Repubblicana, nella quale Donald Trump ha il curioso ruolo di ospite d’onore che pur non essendo mai stato invitato tuttavia detta legge in virtù dei numeri conquistati, a far discutere è il discorso della moglie del tycoon, Melania.

Un certo numero di frasi significative sembra infatti essere stato copiato di peso dall’analogo discorso che la first lady Michelle Obama pronunciò nel 2008 durante l’analoga riunione dei Democratici.

Concetti come la necessità del duro lavoro e il ritorno a forti valori familiari sono di sicuro dei topos della retorica politica, ma in questo caso sembrano davvero evidenti le somiglianze anche nell’esposizione di queste idee basilari.

Dopo i primi dubbi sulle notevoli coincidenze in rete sono comparsi innumerevoli video e analisi testuali delle due esposizioni, e ormai sembra essere stato raggiunto un certo consenso riguardante l’effettiva sovrapponibilità di parte delle parole pronunciate dalla Trump, ricalcate su quelle della Obama. L’intervento di Melania è durato però più di un’ora, tra applausi e interruzioni, ed è stato accolto con grande entusiasmo.

Difficilmente però la querelle sarà di impiccio a Donald Trump, che in piena linea con una campagna roboante, all’insegna di affermazioni forti ed enfatiche, ha fatto il suo debutto in una nuvola di fumo blu accompagnato dalla canzone dei Queen We Are the Champions.

Il programma della Convention in questa prima giornata si è concentrato su questioni percepite come di primaria importanza, quali per esempio la sicurezza nazionale, legata a doppio filo con quella dell’emergenza dell’immigrazione illegale (cavallo di battaglia della campagna di Trump).

L’imprenditore ha insistito anche sull’assenza di leadership da parte di Barack Obama, accusato di essere troppo lassista a riguardo dei numerosi assalti contro le forze dell’ordine: prova ultima sarebbe il linguaggio del corpo del Presidente usato nel condannare la recente strage di Baton Rouge.

E in generale questa prima giornata ha richiamato all’attenzione come la metà repubblicana degli Stati Uniti percepisca come preoccupante la situazione interna del Paese, dal punto di vista della sicurezza e dall’apertura all’immigrazione. Lo testimonia anche l’ostilità nei confronti del movimento Black Lives Matter, accusato implicitamente di aver scatenato un clima d’odio di cui ora si raccoglierebbero i frutti.