Potrebbe essere un segnale importante quello dato da Donald Trump con l’allontanamento dalla Casa Bianca di Steve Bannon, il capo stratega dell’amministrazione.

Una mossa radicale che segue quella analoga riguardante il capo della comunicazione Anthony Scaramucci, estromesso dopo soli 10 giorni, ma che ha conseguenze molto più profonde.

Bannon infatti è da sempre stato una figura legata all’ambiente della destra estrema, e tra gli ispiratori del movimento Alt-Right.

Il politico ha affermato di essere stato lui stesso a dimettersi lo scorso 7 agosto, a la notizia è slittata in seguito alle polemiche relative ai fatti di Charlottesville, a seguito dei quali una donna è morta a causa del gesto terroristico del neo-nazista James Field.

Secondo molti commentatori sarebbe stato Bannon a ideare la strategia elettorale vincente di Donald Trump, quell’arrembante populismo nazionalista che gli ha garantito la vittoria sulla più compassata Hilary Clinton.

Interlocutorie le prime parole di Bannon dopo l’annuncio ufficiale, forse a segnalare il definitivo distacco, almeno a livello di immagine pubblica, tra il presidente USA e il suo ormai ex ideologo: “La presidenza Trump per la quale abbiamo combattuto e vinto è finita. Abbiamo ancora un enorme movimento e faremo parte di questa presidenza Trump. Ma quella presidenza è finita. Sarà qualcos’altro. Ci saranno ancora battaglie, giorni buoni e giorni brutti, ma la presidenza è finita”.