Continua la campagna elettorale dai tono roboanti di Donald Trump, ufficialmente il candidato dei Repubblicani alla nuova presidenza degli Stati Uniti.

Nella giornata di ieri il tycoon ha attacco nuovamente il presidente in carica, Barack Obama, insinuando che questi sarebbe “il fondatore dell’Isis”.

La dichiarazione improvvida, avvenuta durante un convegno a Sunrise, in Florida, arriva dopo le violente critiche per alcune affermazioni di Trump in cui aveva chiesto ai supporter dei diritti per il possesso e la libera circolazione delle armi di assassinare Hillary Clinton.

Nello specifico Donald Trump ha affermato che “l’Isis sta onorando il presidente Obama. Lui l’ha fondata. E direi che il co-fondatore altri non è che la corrotta Hillary Clinton”, alludendo a quanto già aveva affermato settimana scorsa.

L’accusa contro Obama di aver sottovalutato la situazione del Medio Oriente non è nuova in ambito repubblicano, ma le insinuazioni di Trump di aperta connivenza – lasciando perdere le iperboli retoriche – sono del tutto inedite. Allo stesso modo ha fatto scalpore il modo in cui l’imprenditore ha ripetuto più volte il secondo nome di Obama, Hussein, a ribadire la sua vicinanza al gruppo terroristico.

Restano vive nella memoria di molti americani anche le parole del candidato repubblicano, secondo il quale Obama, pubblicamente un cristiano, sarebbe in realtà di fede islamica. Trump ha anche erroneamente dichiarato che il Presidente in carica sarebbe nato in Kenya, mentre è nato che questi ha visto la luce alle Hawaii.

Nel frattempo il programma elettorale di Trump non ha mai toccato seriamente il punto della lotta all’Isis, se non promettendo una generica serie di bombardamenti a tappeto e l’espulsione di tutti i cittadini e immigrati musulmani dagli Stati Uniti.