Non si può ancora parlare di un vero e proprio clima da Guerra Fredda, ma le recenti dichiarazioni di Donald Trump sembrano aver in parte disatteso l’intesa che gli USA sembravano aver instaurato con la Russia di Vladimir Putin.

Il presidente degli Stati Uniti ha infatti affermato di recente di essere incline ad aumentare l’arsenale nucleare del Paese per ritrovare la supremazia atomica persa di recente, in una vera e propria corsa al riarmo.

Trump in un’intervista aveva anche attaccato la Russia per il dispiegamento del nuovo missile cruise che viola il trattato sul controllo delle armi, oltre ovviamente a stigmatizzare i tentativi della Corea del Nord di lanciarsi nel nucleare.

La Russia però non ha preso bene le dichiarazioni del tycoon, che vanno contro il trattato di disarmo New Start sottoscritto dai due Paesi. Le parole di  Leonid Slutzky, presidente della Commissione Esteri della Duma (la Camera bassa del Parlamento russo), lasciano intendere che la questione non verrà fatta passare sotto silenzio: “Non si può ammettere il dominio di una sola potenza nel campo delle armi nucleari perché altrimenti si sbilancia l’intero sistema della sicurezza internazionale e perdono senso tutti gli sforzi di disarmo degli ultimi decenni. Se Washington procederà nel suo obiettivo di supremazia nella sfera nucleare, il mondo tornerà alla Guerra Fredda, con il rischio di una catastrofe globale”.

Tra i politici russi vi è anche chi ha ricordato lo slogan elettorale di Trump – “Make America great again” – chiedendosi se non fosse un implicito riferimento alla tentazione di una nuova egemonia in ambito nucleare, tra l’altro in contrasto rispetto alla tendenza isolazionista in politica estera (almeno dal punto di vista bellico ed economico) prospettata dal neopresidente.