Si è realizzato il sogno della 23enne Margherita, affetta da “anomalia scheletrica”, che ha deciso di percorrere a nuoto lo Stretto di Messina. Un’impresa difficile, una sfida contro se stessa, un modo per gridare al mondo che basta la volontà per superare i propri limiti. Margherita ce l’ha fatta e adesso è più forte di prima. Un modello, un grande esempio per tutti, una grande donna che è partita da Torre Faro per arrivare a Cannitello, in Calabria, nuotando solo con le sue forze. Un risultato strepitoso dovuto alla sua determinazione, alla sua volontà di non farsi abbattere dalla malattia, di andare in piscina ignorando totalmente i consigli dei medici che parlavano di un “rallentamento nello sviluppo psicomotorio” dovuto alla sindrome di Turner.

Attraversa lo Stretto di Messina a nuoto

Ad assisterla – nella difficile traversata dello Stretto di Messina – Massimo Magnocavallo, il fondatore della Onlus “Super Sportivi” di Milano, ma anche Anna Barlassina, ex nuotatrice e campionessa. La ventitreenne, nello specifico, ha affrontato il mare dello Stretto intorno alle 7.50 di sabato: dopo 50 minuti è giunta a 300 metri da Paci, in Calabria, “poi correnti sfavorevoli ci hanno costretto a nuotare per altri 90 minuti” ha raccontato Margherita al Corriere.it che poi ha ripreso a nuotare arrivando alle 11.30 circa al Lido di Chianalea.

In totale Margherita, nonostante i suoi limiti fisici, ha percorso 10 miglia nautiche. “Lei si è regalata un sogno ma anche a noi ha fatto un regalo, cioè l’opportunità di riflettere sui veri valori della vita, sul fatto che non esistano vite di serie A e vite di serie B ma che la vita è una sola ed è giusto che ognuno abbia strumenti ed opportunità per affrontarla nel migliore dei modi” è il commento di Massimo Magnocavallo, fondatore della Onlus, intervistato dal Corriere.it. Insomma, un sogno che è diventato realtà e che deve essere da esempio per tutti.