Nel giorno in cui si celebra la festa della donna i media friulani riportano l’ennesimo episodio di violenza domestica. Una donna di Udine di 30 anni è stata massacrata dal compagno semplicemente perché si era iscritta a Facebook. L’uomo, un 40enne di origini pugliesi violento e possessivo, vedeva nell’utilizzo dei social network una minaccia. Accecato dalla gelosia il 40enne ha ritenuto una grave mancanza di rispetto il fatto che la compagna si fosse iscritta a Facebook senza chiedergli il permesso.

Quando l’uomo è rientrato a casa dal lavoro e ha scoperto la donna su Facebook ha iniziato prima a ricoprirla di insulti e poi a picchiarla con violenza. L’accanimento del compagno è costato alla giovane numerose fratture su tutto il corpo e la rottura dello sterno. Le percosse sono proseguite ininterrottamente fino a quando la donna ha perso conoscenza.

Nonostante le condizioni della compagna fossero preoccupanti l’uomo si è rifiutato di chiamare il 118 o di accompagnarla al Pronto Soccorso. Soltanto grazie a una segnalazione giunta alle forze dell’ordine la giovane è stata finalmente soccorsa il mattino seguente. Gli agenti della Squadra mobile di Udine l’hanno trovata tumefatta e dolorante. La vittima della brutale aggressione è stata accompagnata immediatamente in ospedale, dove è stato disposto il ricovero per 3 giorni. La prognosi è di 30 giorni.

Purtroppo malgrado l’umiliazione e le numerose ferite fisiche e morali riportate la giovane non ha voluto sporgere denuncia ed è addirittura tornata a casa dal suo compagno, che continua a ripetere di amarla. L’uomo dovrà comunque rispondere di lesioni aggravate perché è stato denunciato d’ufficio. Proprio oggi in occasione della festa della donna il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è tornato a condannare ogni forma di violenza contro il genere femminile:

La violenza sulle donne è ancora una piaga della nostra società, che si ritiene moderna, e va contrastata con tutte le energie di cui disponiamo e con la severità di cui siamo capaci, senza mai cedere all’egoismo dell’indifferenza.