Luigi Messina, al termine di un lungo interrogatorio, ha confessato l’atroce delitto: è stato lui ad uccidere la moglie Rosanna Belvisi con la quale aveva condiviso alcuni giorni di vacanza in Sicilia dove abita il fratello di lei. Al rientro a Milano, l’omicidio: è stato lo stesso Messina a far trovare agli inquirenti il coltello utilizzato e anche i suoi abiti sporchi di sangue gettati all’interno di un cestino.

Milano, perché litigavano spesso

I due coniugi litigavano spesso perché Rosanna Belvisi, alcuni mesi fa, aveva scoperto che il marito aveva avuto un’amante. Una relazione extraconiugale dalla quale sarebbe nato – tre anni fa – un figlio. Domenica mattina Rosanna e Luigi hanno litigato ancora una volta, lei lo avrebbe “insultato”, così come ha raccontato l’aggressore. “Sei un bastardo, non dovevi fare un figlio con lei, quel bambino deve morire” avrebbe detto la donna. E così, dopo l’ennesima lite, l’uomo ha impugnato un coltello e l’ha uccisa.

Milano, vittima già picchiata in passato

E non è finita qui: l’omicidio è maturato dopo 20 anni di violenze visto che nel 1995, come raccontato dal capo della Squadra Mobile, la donna sarebbe stata accoltellata alla schiena in casa e, in quell’occasione, l’uomo raccontò di averla trovata ferita, rientrando nell’abitazione. A novembre le forze dell’ordine erano intervenute per ben due volte per maltrattamenti. L’avrebbe picchiata persino con il bastone della scopa. 

L’uomo, tra l’altro, dopo aver ucciso la moglie, avrebbe prima fatto la spesa, poi avrebbe comprato i pasticcini e dopo sarebbe andato a giocare alle slot machine. Solo al suo rientro in casa ha chiamato il 118.