Ancora ricordo a inizio carriera quando per poter diffondere il termine “curvy” ho dovuto faticare non poco. Nessuno lo conosceva, l’avevo preso in prestito dall’America perchè ero stanchissima di essere definita “modella taglie forti”. Che poi, la 44 è una taglia forte? Per il mondo della moda sì, purtroppo.

Oggi mi hanno definita la portabandiera del mondo curvy, ma più che del mondo curvy credo che le donne cerchino un riscatto che le risollevi dalla rappresentazione che i media continuano a diffondere sul corpo delle donne. Tra volgarità e ricerca spasmodica nel dipingerle come femme fatale a tutti i costi, fino a quel fotoritocco che alle a volte crea un vero proprio avatar della modella in questione.

Non è la prima volta che denuncio “Photoshop“, il programma che, se usato, eccessivamente cambia completamente i connotati della persona. Proprio in questi giorni, in Usa, una rivista ha fatto la scelta coraggiosa di essere uno dei primi Magazine “Photoshop free” fornendo così un’alternativa reale alle donne, Verily.

Nel 2012 lo staff di Verily dichiarava: “Stiamo lavorando duramente per il nostro grande sogno. Creare una rivista che offra un’alternativa autentica e positiva alle donne. Ci auguriamo un giorno di essere esposti di fianco a Cosmopolitan, Glamour e Lucky“. Dai servizi di moda, ai servizi giornalistici, agli approfondimenti culturali, non manca proprio nulla nella rivista dedicata al mondo femminile.

Le caratteristiche uniche delle donne, siano le zampe di gallina, le lentiggini o un fisico non molto sodo, sono elementi che contribuiscono alla bellezza femminile – spiega la giovane direttrice Kara Eschbache dovrebbero essere celebrati, non modificati o rimossi”. Una battaglia che porto avanti dal 2007, quando per la prima volta mi affacciai sul mondo della moda, e che con gran orgoglio vedo che è condivisa da qualcuno.

Alle volte ho trovato e denunciato chi usava noi modelle curvy, o semplicemente la terminologia, solo per “marketing” e non perché crede veramente che là fuori le donne vogliono essere se stesse senza troppe costrizioni. Ben vengano allora le riviste come Verily che portano un messaggio importante e ridanno dignità alla bellezza unica di ognuno di noi.

Perché, come dico sempre, “Ricordatevi che sono i vostri difetti a rendervi uniche“, e parla una che grazie ai propri difetti ha girato il mondo con il suo lavoro. Torniamo ad essere noi stesse, e pretendiamo di riconquistare una dignità anche sulla nostra rappresentazione mediatica. Questo voler dire volersi bene, questo vuol dire essere dalla parte delle donne.

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