In un primo resoconto , riportato oggi dalla Cnn, fatto alla polizia da Michelle Knight, scomparsa nel 2002 quando aveva 21 anni, e liberata lunedì scorso insieme ad Amanda Berry e a Gina DeJesus a Cleveland, avrebbe raccontato di essere rimasta incinta per cinque volte, ma di aver perso sempre il bambino perché lasciata senza cibo oppure picchiata “sulla pancia”.

L’imputato, Ariel Castro, 52enne, dovrà rispondere di rapimento (quattro imputazioni) e di stupro (tre imputazioni). Le autorità non hanno invece incriminato i due fratelli di Castro, Onil e Pedro, che erano stati arrestati lunedì insieme ad Ariel: entrambi non sarebbero coinvolti nella vicenda.

La polizia ha condotto ispezioni nella casa-bunker dove erano recluse e secondo quanto confermato dal capo della polizia Michael McGrath all’emittente Nbc, gli agenti avrebbero trovato catene e corde, con le donne erano probabilmente legate (foto by InfoPhoto).

L’incriminato si comportò in modo differente quando invece rimase incinta Amanda, tanto da minacciare più volte di morte Michelle, qualora il bambino non fosse sopravvissuto. La figlia di Amanda ha oggi 6 anni. La polizia ha ordinato un test del Dna per stabilirne la paternità.

Due anni fa un vicino di casa aveva avvistato una donna nuda nel giardino recintato sul retro dell’abitazione. Il “Los Angeles Times” racconta che il vicino sostiene di aver provato ad avvertire la polizia, ma che la sua chiamata non aveva avuto successo.