Secondo una Ong siriana – l’Osservatorio per i diritti umani in Siria – diverse centinaia di donne yazide sarebbero state rapite per essere poi vendute come schiave sessuali ad altri miliziani jihadisti. Sarebbero state vendute come Al Sabaya, ovvero come donne infedeli che fanno parte del bottino di guerra. Ciascuna sarebbe venduta ad un prezzo fino a mille dollari, convertita all’Islam e poi “sposata” dal suo proprietario.

L’Ong dice anche che alcuni notabili arabi e curdi avrebbero comprato alcune donne per liberarle successivamente. La notizia è stata riportata da diverse testate – come Avvenire o Repubblica -, ma lascia più di un dubbio. Il primo è che questo genere di notizie viene corredato da foto false. Un’immagine riprende un gruppo di donne vestite di bianco chiuse in una gabbia che è in realtà un’istantanea del 2013 che si riferisce ad una manifestazione dei Fratelli Musulmani ad Alessandria in Egitto contro la detenzione di alcune donne dell’organizzazione.

La seconda immagine è stata usata per propagandare l’immagine di schiave cristiane e yazidi che sarebbero state vendute al mercato di Mosul. In realtà è un immagine tratta da una rappresentazione teatrale svolta in Libano per la festa della Ashura. Qualche dubbio sorge anche per le cifre – mille dollari – dell’affare. E comunque prima di pubblicare questa notizia bisognerebbe avere più informazioni dalla fonte.

Già durante la guerra del Golfo circolarono notizie di soldati iracheni che avrebbero strappato dei neonati dalle incubatrici – e poi scoprimmo che erano false. Non vorrei che questa storia facesse il paio.

Schermata del 2014-09-03 17:21:34

LEGGI ANCHE
Terremoto Sud Italia: della serie le bufale a volte ritornano
Sirena trovata a Lampedusa: la bufala sfrutta gli effetti speciali dei Pirati dei Caraibi
La molecola che fa suicidare i tumori: il maltolo, ma non esiste ancora nessuna medicina…