Dopo il simpatico Doodle del 6 settembre, dedicato alla bicicleta del funambolico attaccante Leonidas da Silva, dodici giorni più tardi Google celebra Jean Bernard Léon Foucault. Il fisico francese, nato 194 anni fa, è diventato famoso nel 1851 per aver istituito un enorme pendolo nel Panthéon di Parigi: in quel periodo storico nessuno dubitava che la Terra girasse intorno al proprio asse, ma questa dinamica prova conclude una ricerca iniziata ai tempi di Galileo, più di due secoli prima. Il pendolo, infatti, consente di apprezzare il moto rotatorio della Terra. A proposito di rotazione, come quella imponente che abbiamo assistito martedì con il raddrizzamento della Costa Concordia.

Ma l’invenzione del giroscopio nel 1852 (pare che Foucault ne coniò solo il nome usandolo per riprodurre poi l’esperimento del pendolo), che ha dimostrato la rotazione terrestre, non è stato l’unico contributo significativo di Focault (foto phys.canterbury.ac.nz) alla scienza del 19esimo secolo: un confronto tra la velocità della luce nel 1850 ha dimostrato che il fascio viaggia più velocemente in aria che in acqua. Fu autore della prima misurazione terrestre della velocità della luce in unità assolute (cioè chilometri al secondo), un valore vicinissimo a quello tutt’oggi ritenuto valido.

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Figlio di un editore, ha rinunciato alla medicina per il suo terrore del sangue salvo poi dedicarsi al cosmo e appassionarsi alla fisica. E pensare che i suoi primi esperimenti riguardarono la dagherrotipia (antenato della fotografia) e l’anatomia microscopica. Nel Doodle animato si vede un pendolo con due manopole: la prima ci consente di trovare la nostra esatta posizione in base al parallelo, la seconda permette di stabilire un’ora. Alcuni perni stazionano lungo la circonferenza con l’obiettivo di essere abbattuti dal pendolo che cambia direzione lentamente facendo tutto il giro (come la Terra) e tornando alla posizione originaria. Una versione reale del Pendolo di Foucault si trova ancora oggi nel luogo di origine, il Pantheon di Parigi.

Paolo Sperati su @Twitter @Facebook