Hänsel e Gretel, Biancaneve, Cenerentola, Cappuccetto rosso. Chissà quante persone conoscono almeno una delle duecento fiabe (= “Poesie del popolo”) dei fratelli Grimm. Il Doodle di Google è dedicato al 200esimo anniversario della più famosa raccolta di favole al mondo. Dopo i Doodle statici di Ada Lovelace e dello Schiaccianoci finalmente Mister G ci concede un Doodle interattivo: cliccando la freccina si scoprono alcune immagini delle tantissime fiabe dei Fratelli Grimm, mentre alla fine una simpatica vecchietta è intenta a tessere una sciarpa a forma di Google che apre la ricerca.

Sono trascorsi due secoli dal 20 dicembre del 1812, quando venne pubblicata per la prima volta la raccolta di fiabe di Jacob e Wilhelm Grimm, due celebri linguisti tedeschi nati a Hanau, una cittadina vicino a Francoforte, rispettivamente nel 1785 e 1786. Il loro intento era quello di far sopravvivere la tradizione popolare tedesca da tramandare da generazione in generazione andando a costituire un’ampia collezione di racconti che fino ad allora erano solo ricordi. Momenti frammentati della storia germanica e rielaborati in chiave letteraria attraverso storie che hanno spesso un’ambientazione tenebrosa.

L’interesse dei Grimm per la “narrativa popolare” nasce nel periodo dei loro studi di giurisprudenza a Marburgo. Dopo aver incontrato Goethe, i fratelli fanno la conoscenza del poeta Clemens Brentano e di Ludwig Achim von Arnim da cui raccolgono elaborare testi storici e popolari.  Le loro Fiabe rappresentano il libro della cultura tedesca più letto e diffuso al mondo, con più di 160 traduzioni. Fiabe fatte per sognare e ricche di significato ed ognuna con un chiaro e preciso insegnamento

Nella loro prefazione si legge: “Forse era arrivato proprio il momento di mettere le fiabe per iscritto; coloro che devono conservarle, infatti, si fanno sempre più rari…”. Sebbene ancorate alla tradizione tedesca, alcune di esse in realtà risalgono alla tradizione romana di Italia e Francia come nel caso de “Il gatto con gli stivali”. Molti studi sono ancora in corso, ma gli stessi fratelli Grimm dicevano che le favole sono “ovunque di casa fra tutti i popoli e in tutti i Paesi”.

LINK UTILI:

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10 dicembre: Augusta Lovelace, il primo programmatore della storia