Polemiche sul dietista del nuotatore Filippo Magnini poiché avrebbe acquistato farmaci proibiti dall’antidoping dalla Cina. “Sono il medico più vincente al mondo, guadagno 700mila euro l’anno. Posso essere così pirla da inguaiare un amico come Filippo Magnini per delle pastiglie da 400 euro, cifra che prendo per un’ora e mezza di lavoro?” ha tuonato il dietista. I pm Garulli e Cigliola, nello specifico, hanno chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di commercio di prodotti dopanti, falso, ricettazione e somministrazione di medicinali.

Filippo Magnini: “Sono sereno”

Il medico è accusato di aver comprato, su internet, delle pasticche che sarebbero proibite dall’antidoping. Al momento, però, è doveroso sottolinearlo, Filippo Magnini sarebbe coinvolto nell’inchiesta solo come testimone visto che non c’è alcuna prova che testimonierebbe l’assunzione del farmaco in questione. “Sono stato pedinato e intercettato. Alla fine il Gip ha confermato la mia totale estraneità alla vicenda. Sono sereno al 100%: è la conferma della mia trasparenza, quella per cui ho scelto di fare il testimonial della campagna ‘I’m doping free’“ ha dichiarato Magnini.

Il medico, che è stato consulente anche della Pellegrini, si difende così da tutte le accuse: “Ho comprato personalmente il Gh per curare le mie spalle, sfasciate dopo 25 anni di rugby. Mi hanno anche fregato: al posto dell’ormone ordinato, mi hanno spedito albumina umana ricombinante” ha spiegato. Avrebbe comprato quel farmaco perché “l’uomo invecchiando si rompe e il Gh lo cura”. “Agli atleti non lo darei mai, io però lo uso. E se ne cedo un po’ ad un amico non sportivo chiedendogli 30 euro non è certo spaccio” ha concluso.