Per ben tre volte è scampato a drammatici attentati terroristici uscendone sano e salvo. Sembra assurdo ma è la storia vera di Mason Wells, un ragazzo di 19 anni, missionario mormone dello Utah negli Stati Uniti.

Il 15 aprile del 2013 Mason era a Boston e stava per concludere la maratona insieme al padre Chad. Proprio mentre aspettavano l’arrivo della madre Kimberly, anche lei in gara, esplosero le bombe ad un isolato da loro, così come ha raccontato il padre stesso:

“Quando esplosero le bombe che uccisero tre persone e ne ferirono oltre 250, Mason riuscì a mantenere la calma, poi andammo tutti a rinchiuderci in albergo”.

Stessa sorte gli è toccata il 13 novembre scorso quando si trovava a Parigi, molto vicino ai luoghi degli attentati, ma fortunatamente anche in quella occasione è riuscito a salvarsi e ad avvisare immediatamente la famiglia. Purtroppo Mason, per uno strano caso del destino, ieri era a Bruxelles all’aeroporto di Zaventem. Anche questa volta si è salvato riportando, però, ferite gravi dovute alle schegge provocate dalle esplosioni e ustioni di secondo e terzo grado alla testa, sul viso e sulle mani. Per adesso il ragazzo è ricoverato in ospedale insieme ad altri due missionari, Richard Norby di 66 anni e Joseph Empey di 20. Rispetto agli altri due casi questa volta Wells è stato coinvolto in pieno negli attentati però, ancora una volta, è sano e salvo ed il padre a questo punto non può che gridare al miracolo, sperando che il destino lo risparmi da altri episodi del genere:

È un miracolo che sia vivo. Quando ho appreso la notizia sono rimasto scioccato, ho chiamato subito la missione e da lì mi hanno rassicurato. Spero che Mason abbia esaurito per tutta la vita le probabilità di poter essere coinvolto in un attacco terroristico e che non gli accada più nulla”.