La corsa al posto di primo ministro della Gran Bretagna è finita. Andrea Leadsom si è ritirata dalla competizione e ha annunciato che sosterrà Theresa May, a questo punto l’unica rimasta in lizza. Dovrebbe essere quindi lei a guidare il paese nel complicato periodo seguente alla Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Il condizionale è comunque ancora d’obbligo, visto che la campagna per la Brexit ha riservato numerose sorprese, sia prima che dopo, ad esempio con gli inaspettati passi indietro da parte dei vincitori del partito del “Leave”, Boris Johnson e Nigel Farage.

A prendere le redini del complicato quadro politico che si è venuto a creare nel Regno Unito all’indomani della Brexit pare quindi che sarà Theresa May, attuale ministro degli Interni del dimissionario e ormai uscente premier David Cameron. Una nuova “lady di ferro”, com’è stata subito ribattezzata dalla stampa britannica, pronta a raccogliere lo storico timone di Margaret Thatcher, prima e fino ad ora unica premier donna nella storia del Regno Unito.

Questa mattina, prima dell’annuncio dell’ormai ex rivale, Theresa May aveva dichiarato che, se fosse diventata premier: “la Gran Bretagna sicuramente uscirà dalla Ue” e aveva aggiunto: “Brexit significa Brexit”.

L’unica rivale che le era rimasta per la corsa di primo ministro, il sottosegretario all’energia Andrea Leadsom, ha appena annunciato la sua rinuncia. A questo punto non dovrebbero esserci ostacoli tra Theresa May e la carica di premier, salvo l’arrivo di qualche nuovo candidato a sorpresa, che però per il momento non si intravede nemmeno all’orizzonte.

Ora la procedura per l’insediamento della nuova premier è allo studio del 1922 Committee, l’organismo che regola le norme interne al partito dei Tory, che dovranno decidere se proclamare la sua nomina subito, oppure aspettare che la May venga votata dagli iscritti al partito il prossimo settembre. Non sembrano comunque esserci troppi dubbi: la Gran Bretagna post-Brexit è ormai nelle sue mani.