L’allarme è arrivato su Facebook in questi giorni: “Un cittadino bengalese ricoverato oggi a Treviso per LEBBRA… dopo secoli il TERRORE ritorna in Italia. Grazie Alfano grazie Renzi! #ribellione subito“.

Ovviamente la foto è falsa. Non la notizia. Bisogna però aggiungere che la lebbra non è mai scomparsa dall’Italia. Ogni anno ne vengono registrati pochi casi, per cui la malattia non ha nessuna rilevanza. La malattia poi è poco contagiosa, e come si scrive su Wikipedia: “contrariamente a quello che si dice, si è rivelata molto meno temibile e meglio curabile di quanto ritenuto in passato“.

Questa sarebbe probabilmente una non notizia se il governatore Zaia non avesse deciso di cavalcare l’allarmismo: “Si tratta di un segnale molto brutto che testimonia come purtroppo le nostre preoccupazioni sulla ricomparsa di malattie da tempo debellate fossero fondate“.

E continua “Una giovane donna morta di Tbc poco tempo fa, oggi questo caso di lebbra sono elementi che provano il ritorno di patologie, perlopiù infettive, che qui erano scomparse da 200 anni, nei confronti delle quali l’attenzione del nostro sistema sanitario è e sarà massima. Il nostro primo obiettivo è quello di salvaguardare la salute pubblica e quella di ogni singolo cittadino Veneto e lo faremo mettendo in campo tutte le elevate professionalità dei nostri medici e l’intera organizzazione sanitaria ospedaliera e territoriale“.

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